EDITORIALI

ZINGARATA aprile 2019 - Autore: Luca Franchini

ZINGARATA 2019 BY MEDIOLANUM CHAPTER – 25-26-27-28 APRILE – Oltre 1400 KM DI PASSIONE, ADRENALINA E PURO DIVERTIMENTO
PRIMA TAPPA – MILANO-CAPANNORI (LU) – 25.04

Chi non ha mai guidato un Harley non può nemmeno lontanamente capire di cosa io stia per parlare. Ma nemmeno chi ha un Harley per potersi vantare con gli amici e poi non la usa mai. Anche quelli che la usano giusto per andare al bar. O per chi magari la domenica pomeriggio, da buon milanese imbruttito decide in maniera spavalda di azzardarsi oltre regione. Per farsi quei 100 km tra andata e ritorno per prendersi un gelato sul lungolago di Arona.

No ragazzi, stiamo parlando d’altro. Stiamo parlando di passione, di puro godimento. Di adrenalina, orgasmo, soddisfazione. Pura vida. Perché macinare chilometri e chilometri in sella ad una scomoda, rumorosa, e magari poco affidabile Harley Davidson è decisamente proprio questo. E’ come un antidepressivo. Sali sulla tua belva, accendi il motore, ingrani la prima, tiri giù la visiera o al massimo sistemi la tua bandana, e tac, se in un altro mondo.
E’ questo che ha portato oltre una ventina di appartenenti al Mediolanum Chapter Italy a prendere parte alla Zingarata 2019. La maggior parte poi, senza nemmeno conoscere il percorso. Senza conoscere la meta. Perché come dicono quelli bravi, la cosa importante non è la destinazione. E’ il viaggio.

E il viaggio inizia giovedì 25 Aprile all’area di Servizio di San Zenone, direzione Bologna, qualche chilometro dopo il mitico casello di Milano Melegnano. Di solito quando si va a fare un run domenicale tutti arrivano all’ultimo momento, invece stavolta è diverso. Il ritrovo è fissato alle 9.30, la partenza alle 10 ma praticamente il 90% dei partecipanti è pronto con largo anticipo. La leggenda racconta che alcuni soci, per paura di arrivare tardi abbiano soggiornato, muniti di sacco a pelo, nell’area cani in loco predisposta.
Fatto sta che alle 9.55 precise la colorita (poco, visto che il nero la fa da padrone) carovana muove in direzione Sud, prima tappa prevista Autostrada A1 uscita Fidenza dove si arriva tutti insieme dopo meno di un ora malgrado la sfiga provi a mettersi in evidenza sottoforma del pedalino della mia leva cambio che si spezza e mi lascia nella cacca per alcuni km. Per fortuna il mitico Lef si accorge del mio problema e si ferma con me nell’area di servizio Fiorenzuola. Nel giro di pochi minuti il problema è risolto. Si stacca dal bilanciere della Slim del Left il pedalino dietro, lo monto sulla mia Breakout e tutto è risolto.

Ci ricongiungiamo col gruppo proprio davanti al Fidenza Village dove dopo una breve sosta inizia il lungo viaggio verso la campagna lucchese.
La strada che costeggia il torrente Enza comincia ad inerpicarsi e l’omonima valle ci regala subito curve e tornanti davvero goduriosi. Si arriva così alla prima sosta nella ridente località i Vetto, a circa 450 metri sul livello del mare, provincia di Reggio Emilia. La sosta panino/piadina è più difficoltosa del previsto. Decidiamo infatti di approfittare di un bar/birreria sulla strada principale che attraversa il piccolo borgo visto anche che 200 metri dopo c’è un distributore di benzina ma la signora addetta alla cucina, dopo essersi resa conto che preparare oltre 20 tra panini e piadine richiederà almeno 60/70 minuti di lavoro inizia a sbiellare. Io e il direttore siamo i più fortunati. Riceviamo il nostro cibo per primi. Maria e Pipistro dovranno attendere oltre un’ora. Nel bel mezzo, Simone “Arsenio” Severgnini è costretto a dare forfait e a digiunare visto che il suo panino “customizzato” è degno, anzi indegno di un cestino dell’immondizia. Nel frattempo inizia a piovere, ci si prepara per la ripartenza indossando le tute antipioggia. Andrea Bedeschi prova a spostare a mano la sua moto cercando di metterla al riparo proprio davanti all’entrata del bar. Il direttore Shultz lo fancula e lui desiste.

Dopo il rifornimento collettivo si riparte e dopo qualche decina di chilometri la pioggia ci da tregua. Ci si inerpica sull’appennino tosco emiliano fino ai 1579 metri del prasso della Pradarena. Siamo al confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana, tra le provincie di Reggio Emilia e di Lucca. Ci si ferma per qualche foto, ma il vento in quota è fetente e costringe tutti a risalire in moto in fretta e furia. Dopo una cinquantina di chilometri ci arriva in Garfagnana, e ancora più avanti si scende verso Lucca. Dopo essere passati proprio davanti al locale concessionario Harley Davidson ci si dirige verso il Relais Corte Benedetto a Capannori, uno splendido agriturismo dove tutti insieme si trascorrerà la notte non prima di avere consumato una straordinaria cena a base di antipasti toscani e pappardelle al ragù di Cinghiale nel bellissimo borgo storico di Montecarlo (Lucca)

Il ritorno all’Agriturismo dopo cena è un po’ caotico con il gruppone che si divide in due tronconi con quello capeggiato da Schulz che seppur partito dopo precede all’arrivo quello capeggiato dal sottoscritto che invece per qualche minuto si perde nei boschi circostanti causa improvviso black out del GPS.
La notte scorre tranquilla nelle varie stanze tranne che in quella del quartetto delle meraviglie Godz/Arsenio/Zuccon/Bedeschi dove si narra che durante la notte Barbara d’Urso sia apparsa in video a quest ultimo provocando la pacata reazione del sottoscritto che dopo la solita compilation di saracche tornava a prendere sonno

SECONDA TAPPA – CAPANNORI (LU) – PASSIGNANO SUL TRASIMENO (PG) – 26.04

Il risveglio della truppa avviene sotto un timido ma nello stesso tempo rinfrancante sole. Tanto basta agli oltre venti eroi del Mediolanum per affrontare la partenza con grande entusiasmo. Le previsioni del tempo della vigilia infatti non promettevano nulla di buono ed invece poter lasciare le tute antipioggia nelle borse è un modo fantastico di iniziare la giornata.

Si lascia dunque la campagna lucchese per dirigersi verso la provincia di Pisa dove ben presto vigneti, filari, e splendidi panorami che ti lasciano senza fiato continuano a circondare la carovana che dopo circa 80 chilometri raggiunge il borgo di San Giminiano in provincia di Siena. Cerchiamo di avvicinarci al centro storico ma l’impresa fallisce. C’è troppo traffico, e di comune accordo si decide di non proseguire oltre ma di addentrarsi ulteriormente nella splendida campagna senese. Lasciata Poggibonsi alle spalle la incredibile valle del Chianti si presenta imperiosa e mozzafiatante dinnanzi a noi. Le strade ti lasciano senza fiato, il panorama è qualcosa che è difficile da raccontare o descrivere. Castellina in Chianti, Redda in Chianti, Badia Coltibuono, Grimoli e Ricasoli sono in rapida successioni i paesi che attraversiamo prima di fermarci in quel di Montevarchi per un caffè e per una necessaria pausa bagno.

Malgrado siano ormai le 12.30 la pausa pranzo, roadbook alla mano, appare distante ancora quasi novanta minuti. Qualcuno ne approfitta per uno snack veloce per cercare di contrastare la fame, ma l’attenzione maggiore è rivolta dalla truppa alla comunicazione ufficiale del Direttore: “Mettetevi le tute antipioggia, dove stiamo andando piove. E piove forte.”

Gli amici del Golden Hills Chapter di Arezzo ci stanno attendendo per pranzo presso la concessionaria ufficiale della città aretina, dove la pioggia la sta facendo da padrona. Dopo circa 45 minuti, armati di tutto punto per affrontare Giove Pluvio, i cavalieri del Mediolanum macinano chilometri dopo chilometri e ancora tutti completamente all’asciutto raggiungono la destinazione. L’accoglienza è di quelle top class con parcheggio sotterraneo al coperto e aperitivo di benvenuto di categoria. Il pranzo vero e proprio poi, assomiglia ad un banchetto matrimoniale con due primi, tortellini panna e prosciutto e tagliatalle al ragù di cinghiale, ed un secondo, porchetta con patate arrosto da leccarsi le orecchie. Ovviamente il tutto bagnato da abbondante vino bianco e rosso. Il cibo viene apprezzato da tutti, ed anche in grande quantità. Qualcuno però, qualche ora dopo ne pagherà le conseguenze. Dopo la foto di rito insieme agli straordinari amici del Golden Hills, si riprende a macinare chilometri in direzione est, con la carovana che si arricchisce di ben due elementi, gli amici Salvatore e Pilù che di qui in avanti proseguiranno il viaggio fino al ritorno a Milano. Dopo circa un’oretta dalla partenza da Arezzo si supera Città di Castello. Questo significa, a livello geografico, che si è entrati nella provincia di Perugia, regione Umbria.

La meta finale della seconda tappa pian piano si avvicina e ben presto le sponde del lago di Trasimeno iniziano a stagliarsi all’orizzonte. Si lascia la statale del Niccone in prossimità della ridente cittadina di Sant’Andrea di Sorbello dove ci si inerpica per qualche chilometro salvo poi ridiscendere verso il lago dove nel tardo pomeriggio finalmente si arriva a destinazione in quel di Passignano del Trasimeno.

Ad attendere le stanche membra dei soci del Mediolanum Chapter Italy ci cono le stanze dell’Hotel Trasimeno. La prima impressione è poco edificante. Sembra di essere nella repubblica democratica tedesca, nel bel mezzo degli anni sessanta. Dopo una difficoltosa operazione di registrazione documenti finalmente tutte le camere vengono assegnate e mentreil Direttore e qualche altro valoroso socio decide di fare visita alla concessionaria Harley Davidson di Perugia per un aperitivo fuori programma, gli altri cercano ristoro nelle camere, qualcuno prova anche a lavarsi, nonostante le risicate misure dei box doccia, il tutto in attesa della cena a base di pescein compagnia di numerosi soci del Perugia Chapter Italy che questi ultimi hanno organizzato in bel ristorante poco distante.

Ad accoglierci sulle rive del Trasimeno c’è anche iil mitico Andrea del Chianti Chapter, che condividerà la strada con noi tutta la giornata di sabato e parte della domenica accompagnandoci alla scoperta di posti meravigliosi della nostra bella Italia.
Ma facciamo un passo indietro. Ricordate il lauto pranzo in concessionaria ad Arezzo? Beh, come vi avevo anticipato, qualcuno avrebbe pagato dazio, e così avviene. Una mezza indigestione rimediata al Golden Hills impedisce ad alcuni del gruppo di recarsi a cena. Altri, come il sottoscritto, si trascinano stancamente a cena nonostante la pancia sia ancora super piena. Lo sforzo verrà ripagato visto che la qualità e la quantità del pesce proposto è davvero notevole.

Finisce così anche la seconda giornata della Zingarata con il Direttore che dà appuntamento alle 10 del giorno dopo per la partenza della terza tappa.
TERZA TAPPA: PASSIGNANO SUL TRASIMENO-SENIGALLIA (AN) 27.04
Il Sole accoglie la truppa del Mediolanum al risveglio e con una puntualità degna di un treno svizzero il gruppo si muove in direzione di Perugia, capoluogo umbro, che viene comunque soltanto lambita. Dopo avere attraversato Foligno e sfiorato Spoleto si comincia a salire verso Norcia che viene raggiunta giusto all’ora di pranzo. I segni del terremoto sono visibili e le ferite fanno male alla vista. Mentre il gruppo addenta panini con il locale prosciutto ho il tempo di fare un salto nella piazza principale della piccola cittadina dove mi rendo conto ancora di più di come questa gente sia stata praticamente abbandonata a se stessa. “Fate partire la ricostruzione” recita un grosso striscione appeso ad un balcone di una abitazione del centro storico.

Con la grande emozione di quello che ho appena visto ancora dentro di me è già tempo di rimettersi in sella per dirigersi verso Castelluccio di Norcia, uno dei borghi più belli d’Italia. Dopo circa 30 km di curve mozzafiato e di panorami strarordinari entriamo in una sorta di altopiano, di conca, che fa sembrare a tutti di essere sulla Luna piuttosto che su Marte. Siamo a 1452 metri di altezza sul livello del mare, un vento forte ci dà il benvenuto ma l’emozione di star vivendo qualcosa di eccezionale prende il sopravvento. Come bonus supplementare c’è sulla nostra sinistra un bosco di abeti che è esattamente uguale alla penisola italiana. Dopo le immancabili foto di rito si prosegue verso Castelsantangelo sul Nera, nel bel mezzo del Parco dei Monti Sibillini ma poco più avanti la strada è interrotta.
Si deve dunque tornare indietro e trovare una strada alternativa. Si punta dunque verso Ascoli Piceno e si passa a pochi chilometri dai centri di Accumoli ed Amatrice, tristemente noti per i recenti terremoti. Si attraversa Arquata del Tronto, dove i segni del sisma sono più forti che mai. Si vedono benissimo decine e decine di case prefabbricate dove la popolazione locale è ancora costretta a vivere e numerosi soldati dell’esercito presidiano la zona.
Continuiamo a percorrere le straordinarie strade che costeggiano il parco dei Monti Sibillini fino a che il navigatore porta l’intero gruppo in cima ad una piccola montagna. Siamo a Garulla, nel maceratese, e ….. niente…. Google Maps dice che bisogna prendere una strada sterrata. Il Direttore Schulz è il primo ad intraprendere la ghiaia, io lo seguo poco dopo. Il gruppo fa altrettanto a distanza di qualche minuto.

Dopo circa 6 interminabili chilometri si ritrova l’asfalto presso la frazione di Romani di Sarnano dove si sta svolgendo il trofeo Scarfiotti, una prova del campionato italiano CSAI velocità di montagna.

La presenza dei box delle autovetture costringe il gruppo ad alcune peripezie supplementari fino a che finalmente la strada maestra porta il Mediolanum verso Macerata e poi via ancora in mezzo alle splendide terre marchigiane dell’aconetano. Montefano, Osimo, Polverigi e Chiaravalle sono le cittadine che attraversiamo prima di sbucare, una quindicina di chilometri prima di Senigallia, sulla Strada Statale 16.
C’è il mare davanti a noi prima, e sulla nostra destra poi. Finalmente, dopo oltre 9 ore dalla nostra partenza arriviamo all’Hotel Masai di Senigallia, dove trascorreremo la nostra ultima notte lontano da casa.

La cena è organizzata da Ale Trucchia, un membro del Mediolanum Chapter che è originario di queste lande e che dopo aver vissuto a Milano per qualche anno è tornato nelle sue Marche insieme alla moglie con la quale ha messo al mondo la piccola Alice che i due orgogliosamente mostrano al gruppo poco prima di dirigersi al ristorante dove l’allegra combriccola si concederà una cena davvero portentosa prima di concedersi il giusto e meritato riposo.

QUARTA TAPPA SENIGALLIA-SAN MARINO-MILANO 28.04

E’ domenica mattina e come di consueto alle 10 precise il gruppo è pronto a ripartire. Ci sono però dei saluti particolari da fare. Il Safety Carmelo e la moglie rimarranno per qualche giorno in più in riviera e dunque non rientreranno a Milano insieme agli altri. Anche Pipistro e la sua amica Maria decidono di rientrare a Milano per proprio conto e salutano il gruppo.
I superstiti così partono alla volta del Monte Titano, dove è prevista la sosta pranzo prima del grande rientro.

Le strade che percorriamo sono ancora una volta meravigliose. Dopo circa un’ora di viaggio si arriva ad Urbino, quindi dopo avere lasciato le Marche si rientra in Emilia Romagna e successivamente dopo altre decine e decine di chilometri che ti lasciano a bocca aperta si arriva nella piccola repubblica di San Marino.

Proviamo ad inerpicarci verso la piccola città medioevale ma non appena scorgiamo un bar paninoteca birreria che sembra promettere bene il gruppo decide di fermarsi, anche perché nel frattempo il meteo è cambiato e la pioggia incombe. Non appena parcheggiamo le moto infatti, un piccolo diluvio si abbatte su di noi.

Troppo tardi Giove Pluvio, abbiamo tutti già le chiappe sulle sedie, ci siamo già accomodati ai nostri tavoli dove siamo pronti per degustare le specialità locali, prima fra tutte la piadina. Anche la pizza è molto richiesta dal gruppo, che intorno alle 14, dopo aver indossato le tute antipioggia, è pronto ad intraprendere il viaggio di ritorno verso Milano.

Salutato Andrea del Chianti Chapter, sotto una pioggia battente e sfidando un traffico parecchio sostenuto il Mediolanum Chapter si dirige verso l’autostrada che viene raggiunta dopo circa 30 minuti in quel di Rimini Sud. La pioggia non accenna a mollare la truppa per le prime decine di chilometri in A14 ma ben presto il nemico numero uno diventa traffico ed in particolare le code chilometriche dovute al rientro dal mega ponte del 25 Aprile.

Poco prima del rincongiungimento tra A14 e A1 a Bologna ci si ferma per un ultimo rifornimento. Per alcuni di noi è anche l’occasione per togliersi le tute antipioggia che invece altri continuano a tenere indossate come amuleto contro la stessa pioggia. Poco prima delle 19 si giunge all’area di servizio San Zenone dove l’esausto gruppo si saluta dopo oltre 1400 chilometri di passione, avventura e adrenalina.
Un sentito ringraziamento al Direttore Schulz e ai safety Lef, Mapo e Carmelo e per chi fosse arrivato a leggere fino a qui un grazie per la fiducia e la pazienza.

Per me è stato un onore e un privilegio fare parte di questa straordinaria, avvincente, divertente avventura.

Alla prossima.
Mediolanum, Durantes Vincunt!


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